3 Dolci tipici del Carnevale In Sardegna a cui non si può resistere

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3 Dolci tipici del Carnevale In Sardegna a cui non si può resistere

17022019

In Sardegna ogni occasione è buona per mangiare, anche il Carnevale!

In Sardegna si sa, ogni occasione è buona per mangiare e per degustare pietanze tipiche. Il periodo del Carnevale non è da meno. La tradizione dolciaria legata al Carnevale è ricca e varia da una zona all'altra, tuttavia ci sono dei tratti comuni legati soprattutto all'utilizzo degli ingredienti. Molti dei dolci del Carnevale sardo vengono fritti nell’olio bollente o nello strutto e ricoperti di zucchero o miele.

Ma vediamo quali sono, secondo noi, i 3 dolci tipici del Carnevale sardo a cui non si può proprio resistere:

 

Le tzippulas 

A seconda delle zone della Sardegna in cui vengono fatte, hanno nomi diversi e anche la forma può variare: thippulas, sippulas, frisgioli longhi, frisciole o frisjoli, in italiano zeppole o zippole. Sono sicuramente tra i dolci sardi di Carnevale più conosciuti e diffusi in tutto il territorio. Come dicevamo, possono essere modellate in modi diversi: come ciambelle un po' irregolari, oppure come degli enormi spaghetti arrotolati in spirali. Quest'ultima versione, del cagliaritano è conoscita anche come "frittura araba".

Gli ingredienti sono semplici: pasta lievitata aromatizzata da scorza d’arance, zafferano utilizzato in alcune zone, e filu 'e ferru (o anice). Nel caso della frittura araba, si utilizza poi un imbuto dove viene versato l'impasto e si cerca di renderle più lunghe possibile.

Dopo la frittura vengono ricoperte di zucchero e servite immediatamente. 

I fatti fritti o frati fritti, ciambelline fritte e zuccherate del Carnevale Sardo

Sono considerate le ciambelle fritte del Carnevale sardo. Molto soffici, ricoperte di zucchero, sono tra i dolci sardi di Carnevale più conosciuti ed apprezzati nell'isola. La morbidezza si ottiene con una doppia lievitazione e l’aggiunta all’impasto di strutto, oggi spesso sostituito col burro. Il nome italiano è la traduzione esatta del sardo para frittus, dovuto forse al colore marroncino e alla striscia bianca, che ricordano saio e cordone dei frati, o alla forma che ricorda la loro chierica. In italiano spesso vengono chiamati anche fatti fritti e ogni anno a Carnevale scoppiano le polemiche tra chi li chiama in un modo e chi nell'altro. Per sicurezza potete provare anche a chiamarli soltanto fritti, di solito funziona.


Le Orillettas

Sono conosciute con tanti nomi, a seconda del paese o della zona di pertinenza: origliettas, lorighittas, montogadas, così come le differenze nella forma e decorazione. In genere vengono realizzate come strisce di pasta molto sottile, dal bordo a zig zag, fritte e poi immerse nel miele bollente. La forma viene modellata e richiama fiori, ruote e altri motivi tradizionali. La ricetta prevede l'impasto a base di semola o farina di grano duro, uova, strutto, scorza grattugiata o succo d’arancia, acquavite (o anice). Una volta la frittura avveniva nello strutto o a volte in s'ozu casu, grasso ottenuto dalla preparazione del formaggio. Oggi si usa più spesso l'olio d’oliva.

 

 

 

 

 

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