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3 Buoni motivi per una vacanza a Quartu Sant'Elena

12012017

Visita la nostra città tra mare, natura e tradizione

Mare, natura e tradizione sono senz'altro 3 tre buoni motivi per cui scegliere di trascorrere le proprie vacanze nella discreta cittadina al centro della lunga costa della provincia di Cagliari.

Terzo comune della regione per densità di popolazione, Quartu Sant'Elena si sviluppa nella fascia meridionale della pianura del Campidano e fa parte dell'area metropolitana cagliaritana.
Un paesaggio mozzafiato disegnato dalle sfumature del blu e dell'azzurro dei ben 26 km di spiaggia che si estendono lungo tutto il versante est, tra i quali spicca il Poetto, la principale spiaggia cittadina, a cui è stata assegnata la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque.
 
Mare
La spiaggia del Poetto, facilmente raggiungibile dal Best Western Hotel Residence Italia sia a piedi (dista solo 10 minuti) che in autobus (a soli 3 minuti), offre un ampio ventaglio di servizi balneari grazie agli efficienti stabilimenti in cui poter trascorrere comodamente una giornata al sole, bere un cocktail in riva al mare o consumare un piacevole pranzo. Anche la movida notturna può vantare di una coinvolgente vivacità tra le varie proposte offerte da queste strutture, attive soprattutto d'estate.
 
Dal Poetto sino alla nota meta turistica di Villasimius, incontriamo altre spiagge degne di nota: sono quelle di Sant'Andrea e Flumini, Cala Regina, Is Mortorius, Kal'e Moru, Capitana, Terra Mala e Murtaucci. La spiaggia di Murtaucci, come quella del Poetto, vanta anch'essa una Bandiera Blu. Alcune di queste spiagge si distinguono per aver una sabbia bianca molto fine, altre per la presenza di pietroline e scogli. Quasi tutte le spiagge sono dotate dei principali servizi e tutte quante, compresa Terra Mala, sono raggiungibili tramite una o più linee del CTM.
 
Natura
Il territorio di Quartu Sant'Elena comprende i due terzi dello stagno del Molentargius e delle ex Saline di Stato che dal 1999 costituiscono il Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, riconosciuto come una delle più importanti zone umide d'Europa.
Qui nidificano 230 specie di uccelli tra i quali il fenicottero rosa, l'avocetta, il cavaliere d'Italia, il falco di palude e il pollo sultano. Il Parco di Molentargius offre la possibilità di effettuare escursioni guidate e non, passeggiate a piedi e piacevoli pedalate, ed è meta ideale per gli amanti della corsa.
Importante anche il maestoso e imponente massiccio montuoso dei Sette Fratelli,  che si affaccia sul lato est della città, distante solo pochi chilometri dal centro cittadino.
 
Tradizione
Persino Antoine Claude Pasquin, detto Valery, che ebbe modo di visitare la città di Quartu nel 1894, ne rimase piacevolmente deliziato dalla ricca tradizione del pane e dei dolci, e dei loro profumi.
Ancora oggi a Quartu S. Elena si producono il pane Coccoi e Moddizzosu, preparati con il lievito madre, dal gusto deciso e l'aspetto invitante, con una fragranza che richiama i forni a legna di un tempo. Il Moddizzosu si presenta con una croccante e gustosa crosta a forma di sorriso, il Coccoi viene invece intaglaito con sapienza e abilità dai maestri fornai con forbici e coltello prima della cottura, in alcuni casi diventando una vera e propria opera d’arte per i banchetti delle cerimonie.
 
Altra specialità e vanto per la città di Quartu sono i dolci. Soprattutto quelli a base di mandorle, che ridotte in polvere sottile generano vere e proprie sculture. Degni di nota sono is Candelaus che, forgiati da mani sapienti, diventano vere e proprie sculture dalle forme più svariate; i Gueffus, profumati di fiori d’arancio e avvolti nella velina multicolore a forma di caramella: il Gattò, un croccante a base di mandorle intere a cui viene data la forma classica a rombo ma anche coreografiche realizzazioni per le grandi occasioni; le Pabassinas a base di uva passa, mandorle e mosto cotto; le Pardulas, sottilissimi dischi di pasta ripieni di ricotta, zucchero, zafferano e scorza d’arancia; gli Ossus de Mortu, biscotti a forma di rombo, glassati, dal nome lugubre (“ossa di morto”) e dall'intenso sapore di cannella.
 
Avrebbero invece origini sicuramente spagnole i Pirichittus de bentu, dolci dalla caratteristica forma a pera gonfi e leggeri come il vento, la cui ricetta si tramanda di madre in figlia.
 
La tradizione della panificazione così come quella della produzione dei dolci tipici della città, viene ancora portata avanti grazie alle iniziative del comune, quali l'istituizione di una Scuola Civica dolciaria, in cui vengono tramandate le più note ricette dolciarie quartesi, o la famigerata Sagra del Pane, evento che vede la partecipazione dei più importanti panificatori locali, coinvolti in degustazioni.

Allora, ancora dei dubbi sulla prossima meta del vostro viaggio?

 

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