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Aspettando la Sartiglia

06022018

Curiosità su una delle giostre equestri più famose d'Europa

Come ogni anno, Oristano e gli oristanesi, aspettano trepidanti l'inizio della manifestazione più attesa di sempre: la Sartiglia, che non solo coinvolge e richiama l'attenzione degli abitanti locali e dei sardi in generale, ma anche dei turisti provenienti dalle più svariate regioni d'Italia e dall'estero, che vengono ugualmente richiamati dalla giostra equestre tra le più suggestive e famose d'Europa.

 

Considerato come il carnevale più coreografico e spettacolare della Sardegna, la Sartiglia è una vera e propria una festa ricca di folclore, rituali e simbologie in cui si fondono storia e tradizione di un passato sacro e profano.

 

La festa, risalente intorno alla metà del 1300, si svolge ogni anno tra l'ultima domenica e il martedì di carnevale. Ricorda i duelli e le crociate, con i suoi colori e abiti spagnoleschi, il cui senso della gara, (la corsa all'anello o stella), richiama un antico rito agrario attraverso il quale il popolo auspicava la fertilità della terra e l'abbondanza del raccolto.

 

Le origini della famigerata giostra equestre sono da considerarsi piuttosto antiche e probabilmente legate all'epoca delle crociate, durante la quale si organizzavano giochi militari che servivano come addestramento. Tuttavia, i giochi equestri diventano una festa stabile in Sardegna con la dominazione spagnola del XIV secolo, vissuta sin dall'epoca del Giudicato di Arborea, influenzato dalla Corte Aragonese, dove era diffusa la pratica della corsa alla stella, il nome della gara infatti, risalirebbe al termine spagnolo sortija o sartilla che significa “anello”.

 

La gara subì nel corso degli anni, numerose evoluzioni aprendosi anche non più solamente alle classi nobiliari, ma anche agli strati sociali dapprima esclusi, diventando un'espressione di vita, di costumi e di tradizioni popolari. La Giostra, da gioco riservato ai militari d'alto rango, con cadenza più volte all'anno, divenne manifestazione carnevalesca più o meno intorno al 1543 quando il canonico oristanese Giovanni Dessì, istituì il Gremio dei Contadini e quello dei Falegnami per il mantenimento della Sartiglia e per far fronte alle spese del ricco pranzo da offrire ai cavalieri che partecipavano alla gara.

 

I gremi sono le antiche corporazioni delle arti e mestieri. La parola Gremio significa letteralmente “mettersi in grembo”, in senso astratto indica l'auspicio di sottostare alla protezione di uno o più santi. Il Gremio dei Contadini, sotto la protezione di San Giovanni Battista, si occupa dell'organizzazione della Sartiglia che si corre la domenica, mentre quello dei Falegnami, devoti a San Giuseppe, organizza quella del martedì.  È compito di entrambi assicurarsi lo svolgimento della manifestazione, mentre è compito del Gremio dei Condadini nominare Su Componidori, l'unico vero protagonista.

 

Lui, o lei, con la sua maschera androgina, nasce nel corso di una suggestiva e simbolica vestizione pubblica, celebrata da ragazze che indossano costumi legati alla tradizione sarda. Rappresenta il tramite divino per i riti propiziatori di primavera e per questo motivo non ha sesso, né età.

 

L'intera manifestazione si svolge a suon di tamburi e trombe, scandite dai tamburini e trombettieri che con i loro ritmi ne rimarcano la solennità.

 

Tra i momenti più suggestivi c'è senz'altro la benedizione finale: a conclusione della gara su Componidori ripercorre l'intero tragitto della giostra, sdraiato sul suo cavallo in corsa e con sa Pipia de Maju (una specie di scettro che ha un mazzo di viole ad ogni estremità, che simboleggia l'arrivo della primavera ed è un buon auspicio per la fertilità delle terre), traccia il segno della croce sulla folla degli spettatori.

 

Un altro suggestivo e intenso momento è quello in cui i cavalieri si esibiscono nelle Pariglie: spericolate acrobazie, in piedi sulla groppa dei cavalli, che simboleggiano il coraggio e l'abilità dei cavalieri stessi che corrono a gruppi di tre evidenziando il particolare affiatamento tra di loro e con i propri cavalli. Le pariglie sono senz'altro la parte più spettacolare della giostra.

Photo Credit: Archivio Sardegna Turismo