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Il Carnevale in Sardegna: tra folclore, tradizione, sfilate, travestimenti, balli e canti

29012018

Teatrale, suggestivo, affascinante e coinvolgente: i mille volti del Carnevale Sardo

La tradizione del Carnevale in Sardegna viene vissuta come un evento sentito profondamente da tutta la comunità del luogo in cui si festeggia, assumendone le peculiarità locali: travestimenti grotteschi, sfilate, spettacoli, balli e canti caratterizzati dalle maschere tipiche di ogni zona. Non ha connotazione religiosa ma solo pagana, con riferimento agli antichi riti agropastorali e rurali che rappresentano l'eterna e dura lotta dell'uomo contro la natura.

Di rito, il Carnevale in Sardegna inizia con la festa dei fuochi in onore di Sant’Antonio Abate e termina il mercoledì delle ceneri. Le feste sono concentrate il martedì e il giovedì grasso, ma le celebrazioni e i riti arcaici all’insegna della tradizione, durano tutta la settimana di Carnevale.

Il pubblico, gli spettatori, vengono coinvolti attivamente in quella che poi risulta essere una vera e propria rappresentazione teatrale a tutti gli effetti, creando uno scambio dinamico di ruoli tra attori e spettatori. Il tutto accompagnato dalle prelibatezze e tipicità culinarie locali, in cui soprattutto cibi semplici, come succulente zuppe di fave e lardo, frittelle e vino, fanno da protagonisti.

Da nord a sud sono tanti gli eventi che vengono organizzati nell'isola: nel nord-est della Sardegna il Carnevale più suggestivo è a Tempio Pausania, con il fantoccio di pezza che rappresenta Re Giorgio messo al rogo, ed il Carnevale di Olbia, con le sue sfilate all'insegna dell'allegria. 

Spostandosi un po' più al centro, a partire dalla costa ovest, troviamo il caratteristico carnevale di Bosa, con i suoi travestimenti e messe in scena quasi grottesche con fantocci di pezza processati e condannati al rogo, come per Tempio e per tante altre zone della Sardegna.

Avvicinandosi ulteriormente all'interno, troviamo il Carnevale barbaricino, (Mamoiada, Ottana, Orotelli, sino a Samugheo, in provincia di Oristano), con le maschere mostruose e spettrali, ricoperte di pelli e campanacci, che si aggirano per le vie dei paesi con lo scopo di allontanare il male e proteggere la comunità intraprendendo una serie di riti ancestrali e propiziatori. Una sfilata che diventa un corteo solenne danzante davvero suggestivo.

Le esibizioni equestri sono invece lo spettacolo che caratterizza la zona di Oristano. Abili e intraprendenti cavalieri con eleganti maschere e costumi, in groppa a cavalli elegantemente bardati, corrono le strade di paesi come Santu Lussurgiu o Sedilo, oppure si sfidano in prove di abilità che consistono nell'infilzare di corsa anelli e stelle posizionati lungo i percorsi, come nella famosissima corsa equestre di Oristano, la Sartiglia.

Nel centro-sud dell'isola, invece, spazio alle sfilate di maschere allegoriche a bordo di colorati e spettacolari carri seguiti da cortei di gruppi mascherati a tema che sfilano a suon di musica, ballando e cantando, per tutte le vie dei paesi, come a San Gavino Monreale e a Marrubiu, per citare i più famosi.

Infine, non si può non citare il Carnevale di Cagliari, vissuto e festeggiato diversamente dal resto dell'isola, con connotazioni che si legano principalmente ai simboli noti del capoluogo. Le maschere stesse non sono altro che la rappresentazione esasperata di alcuni personaggi, spesso rivisitati in chiave comica, che si aggirano tra i quartieri storici più popolari della città. Un corteo musicale accompagnato da tamburi e allegre filastrocche in lingua sarda che culmina, anche qui, con il rogo del fantoccio di Re Giorgio.

C'è un elemento fondamentale che unisce però la tradizione del Carnevale in Sardegna: le zippulas, le zeppole sarde, gustose frittelle inzuccherate che cambiano forma, ovviamente, in base ai paesi dell'Isola. Una vera e propria delizia, provare per credere!


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